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:: ARCHITETTURA ::

 

Gli edifici giapponesi sono basati su un'armonia di rettangoli: i tralicci in legno scoperti, i pannelli divisori , le stuoie sul pavimento, ogni cosa è intimamente connessa con le altre.

I giapponesi non hanno nulla in contrario a che pilastri e travi restino esposti, anzi li considerano un elemento decorativo tanto dell'interno quanto dell'esterno.

 

Architettura moderna (Era Showa)

 

Bunchika Kenchiku Kai

E' il primo gruppo di architetti giapponesi d'avanguardia, formatosi intorno al 1918 con il nome di Bunchika (secessione), e capeggiato da K. Ishimoto, S. Horiguchi e M. Takizawa. L'attività del gruppo, in netta opposizione agli stili del passato, ha dato un contributo fondamentale per lo sviluppo dell'architettura moderna giapponese, aperta alle esperienze occidentali sui nuovi sistemi costruttivi. Accanto a questo gruppo sorsero altre importanti associazioni di architetti (Shinko Kechikuka Remmei, Nihon Kosaku Bunka Remmei) impostate sull'indirizzo del Deutscher Werkbund.

In architettura la vera cesura è segnata dal terremoto del 1923, e dalla battuta d'arresto nell'evoluzione stilistica, causata nel 1937 dal neonazionalismo politico, anticinese e antieuropeo, che dura fino alla seconda guerra mondiale. Fra queste due date si articola il processo di modernizzazione dell'architettura. In questo periodo prevale la progettazione di case in serie, a elementi prefabbricati di ferro o cemento. Fra gli architetti impegnati in opere di eccezione emerge una tendenza a rianimare gli schemi del razionalismo, mediante inserti di colore, o bilichi di masse equilibrate su ideali perni o contrappunti ondulati al motivo cubico fondamentale, o movimenti plastici di archittettura-scultura, in analogia con le esperienze occidentali. Così fa, pur coerente al suo passato razionalista, Togo Murano nei grandi magazzini Maruei di Nagoya e nella Sogo di Tokyo. Più decisamente gli architetti della "nuova scuola" che influenzano anche gli autori degli impianti olimpici del 1964 maneggiano le masse cementizie con scoperto e violento vigore (il cosidetto "brutalismo" derivato da Le Corbusier, di cui alcuni erano stati alievi): Kunyo Maekawa (Biblioteca civica e sala di concerti a Yokohama, del 1955; università Gakoshuin a Tokyo, del 1960, e centro culturale); Junzo Sakakura, padiglione giapponese a Parigi del 1937 (Museo d'arte moderna di Kamakura, municipio di Kajima). In modo analogo si esprime il più fascinoso di tutti loro, Kenzo Tange, geniale dominatore dell'ultimo ventennio.

 

 

.: Architetti :.

Murano Togo  

Architetto giapponese (Karatsu 1891-Takarazuka 1984). Personalità fondamentale nell'architettura moderna del Giappone, a cominciare dal 1930 ha cercato di attuare un rapporto di integrazione culturale tra lo stile giapponese e i movimenti europei, giungendo, soprattutto nella produzione antebellica, a soluzioni originali (magazzini Daimaru a Kobe, 1935; cattedrale di Hiroshima, 1935; magazzini Sogo a Osaka, 1936). Tra le opere realizzate dopo la II guerra mondiale si ricordano: la cappella per la pace mondiale ad Hiroshima (1953), il Dohton Restaurant a Osaka (1955), il Newkabubi Theatre a Osaka (1958), il Miyaco Hotel a Kyoto (1960), la sede del dipartimento di letteratura alla Waseda University di Tokyo (1962), l'Università Femminile di Konan a Kobe (1964), la Chiesa Cattolica di Takarazuka (1967), la Banca Industriale del Giappone a Tokyo (1974), il Prince Hotel ad Hakone (1978).

 

 

Mayekawa Kunyo

Dopo gli studi all'Università di Tokyo, assimilò direttamente la lezione metodologica di Le Corbusier a Parigi (centro civico di Minimoto, 1936; officine metallurgiche di Showa, 1937; sala per assemblee a Dairen, 1938). Dopo il 1955 Mayekawa e il suo gruppo di collaboratori (gruppo Mido) pervennero a risultati di grande importanza nella ricerca di rispondenza tra architettura e moderna società giapponese, coinvolgendo la cultura artistica con il progresso e le esigenze sociali. Tra le le opere più importanti di Mayekawa si ricordano l'edificio per abitazioni di tipo collettivo (casa Harumi, Tokyo, 1959), i padiglioni dell'Università Gakushinn (Tokyo, 1960) e soprattutto il Centro culturale nel parco Ueno a Tokyo, considerato la sua realizzazione più completa.

 

 

 

Sakakura Junzo 

(Hashima 1901-Parigi 1969). Considerato uno dei maestri, con Tange e Mayekawa, della nuova scuola giapponese, manifestò nelle sue realizzazioni l'influenza di Le Corbusier, con cui lavorò a Parigi dal 1931 al 1936. Attivo dal 1940 a Tokyo, Sakakura portò avanti una ricerca centrata sul recupero di una classicità organica all'interno della metodologia razionalista. Tra le sue opere si ricordano il padiglione giapponese alla Esposizione Internazionale di Parigi del 1936, che segnò l'ingresso ufficiale della cultura architettonica giapponese all'interno del dibattito internazionale; il Museo d'Arte Moderna (1951) di Kamakura; l'Istituto franco-giapponese (1951) e l'edificio Tokyu-Kaikan (1954) a Tokyo e il Centro Civico e Culturale nel parco Ueno a Tokyo.11.37 11/10/02

 

 

 

Tange Kenzo 

Architetto e urbanista (Imabari 1913). Compiuti a Tokyo gli studi universitari di ingegneria (1935-38) e di architettura (1942-45), lavorò nello studio di K. Mayekawa, col quale fondò il Werkbund giapponese. Nel 1950, anno della sua prima opera notevole (padiglione di esposizione alla Fiera industriale di Kobe), iniziò l'intensa attività professionale di Tange, che ben presto gli acquistò fama internazionale, a cominciare dalla realizzazione del Centro della Pace di Hiroshima (1955-56), progettato nel 1946. Nel 1959 fu invitato a tenere un corso di urbanistica al Massachusetts Institute of Technology di Boston, dove elaborò il piano per un nucleo abitativo per 25.000 persone sulla baia di Boston, anticipazione metodologica del successivo piano urbanistico di Tokyo (1960). Dal 1946 al 1974 Tange è stato docente di urbanistica all'Università di Tokyo. Indubbiamente la maggiore personalità dell'architettura
architettura giapponese moderna, Tange si è rifatto all'esperienza del Movimento
Movimento Moderno, compiendo un rivolgimento delle metodologie progettuali tradizionali e delle tipologie architettoniche locali. Se nelle prime opere il suo linguaggio è legato ai moduli diffusi dallo Stile Internazionale, in seguito le sue scelte si orientarono verso il linguaggio tardo di Le Corbusier, con particolare insistenza sui valori espressivi dell'uso del calcestruzzo grezzo e sulla giustapposizione di volumi architettonici a scala discordante (municipio di Tokyo, 1957; municipio di Kagawa, 1958; uffici Dentsu a Osaka, 1959). Il riferimento a Le Corbusier diventò per Tange lo strumento per tentare di superare, negli anni Sessanta, l'involuzione accademica e consumistica dello Stile Internazionale, sia a livello di una ricerca linguistica e tecnologica personalissima (si veda la violenza espressiva del municipio di Kurashiki, 1960, o l'espressionismo plastico del centro culturale di Nichinan, 1964), sia nell'elaborazione di nuove ipotesi di intervento su scala urbana e territoriale. In tal senso, più che opere notissime, come gli impianti sportivi di Tokyo per i giochi olimpici del 1964, è fondamentale per la comprensione del messaggio di Tange il citato piano urbanistico di Tokyo, basato sulla previsione di sviluppo della metropoli lungo un asse longitudinale, di cui l'architetto ha voluto dimostrare la realizzabilità tecnica ed economica, per dare una soluzione all'utopia urbana tipica delle ricerche postrazionaliste. Della sua attività più recente si ricorda la collaborazione ai progetti per il centro direzionale di Bologna (1975) e per per quello di Napoli (1987).   

 

 

Links

- Japanese Ritual Architecture
- Japanese architecture in Kyoto
- Castle of Japan

 

 




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