Con
questo articolo vorrei far luce, per quel che posso, sul vero
atteggiamento che il praticante di arti marziali ha (o dovrebbe
avere
).
Il praticante di un'arte marziale, qualunque
essa sia, dovrebbe sempre tenere un comportamento retto, leale
e soprattutto controllato e calmo. Per fortuna la maggior parte
degli atleti ha capito questo concetto, grazie soprattutto all'insegnamento
e al buon esempio dato dal proprio maestro, anche se, non di rado
ci si imbatte in esaltati (spesso, appunto, fomentati dai propri
istruttori) che fanno abuso di ciò che hanno appreso all'interno
del dojo esibendosi davanti ai propri amici in improbabili colpi,
a metà tra Bruce Lee e un'ape cocainomane, o, peggio ancora, attaccando
briga con chiunque, spesso col più debole. Questi comportamenti
sono alimentati in buona parte dalla televisione e dall'opinione
pubblica per le quali il praticante di arti marziali è un sanguinario,
violento, con una buona dose di pazzia, che passa tutto il suo
tempo a combattere e, per giunta, vince sempre!!
Non è affatto così. Anzi, bisognerebbe rifuggire sempre ogni tipo
di scontro fisico fuori dal dojo, anche a costo di prendercele
un po' (anche perché, se dovesse capitare qualcosa voi restereste
sempre i violenti e l'altro, che magari ha cominciato, la vittima
innocente e, inoltre, contribuireste a screditare ulteriormente
le arti marziali e ad alimentare il mito del "pazzo sanguinario"
cui accennavo prima). Non ostentate ciò che avete imparato in
palestra con arie da samurai (anzi, non fatelo per niente), primo
perché è veramente patetico, secondo perché troverete sempre la
persona più forte di voi che vi farà passare la voglia
Capite e fate capire che non basta vedere un film di Van Damme
né qualche lezione di Karate per diventare grandi guerrieri, non
si finisce mai di imparare, si deve saper perdere e la sconfitta
non deve bruciare, anzi deve essere uno stimolo a migliorarsi.
Più si andrà avanti con lo studio delle arti marziali più si dovrà
essere umili e pronti a pensare che chi avete di fronte ne sa
sicuramente più di voi. Scoraggiate quelli che vi chiedono di
insegnargli "qualche mossa, così se uno mi viene a dare fastidio
"
perché non c'è cosa peggiore.
Ciò che ho detto non è certo la parola di un grande maestro, né
di un esperto di arti marziali, ma nemmeno di un povero imbecille
che si è montato la testa. E' solo la riflessione di un praticante
come voi che cerca di far capire, da amico, con quale spirito
vanno affrontate le arti marziali e cosa insegnano veramente
By
Cesare