Salve a tutti, cari fratelli appassionati del Giappone e delle
arti marziali.
Prima di tutto le presentazioni ; mi chiamo Stefano, ho 17 anni
e sono un apprendista di karate stile wado ryu.
Prima di dirvi tutto quello che so sulla storia del karate, ci
tengo a ringraziare i creatori del sito JapanForever perchè
grazie a loro posso finalmente dare anche io un mio contributo
al mondo delle arti marziali e del Giappone, che meriterebbe di
essere molto più apprezzato da molti occidentali.
Premessa:
Il karate è uno stile di combattimento praticato per lo
più a mani nude,tipico dell'arcipelago delle isole Ryu
Kyu. Principale caratteristica di questo tipo di combattimento
è quella di utilizzare praticamente tutte le parti del
corpo per colpire o difendersi dagli attacchi avversari. Si tratta
di una disciplina affascinante e complessa, come una gemma dalle
molte facce, e ha la qualità di adattarsi alle singole
esigenze di ogni individuo: può essere considerato come
una tecnica di autodifesa, una filosofia di vita, come uno sport
agonistico o anche per mantenersi in forma, o ancora tutte queste
cose messe insieme.
Le origini: la Cina
La storia classica del karate si apre sempre con un'introduzione
riguardo ai suoi antecedenti cinesi. Uno dei primi ad adottare
questa versione fu il grande maestro Gichin Funakoshi che, dimostrando
la sua arte in Giappone, cercava di farne risaltare il legame
con la filosofia Zen. Ecco allora la storia di Bodhidarma, patriarca
del Buddhismo indiano, giunto in Cina per predicare il suo Credo,
e fondatore della corrente Zen. Al monastero dove egli giunse,
Shaolin ( in cinese giovane foresta),avendo notato che i monaci
erano deboli fisicamente,avrebbe iniziato ad allenarli secondo
le tecniche della casta guerriera indiana a cui egli apparteneva.
In realtà il Kung Fu di Shaolin sarebbe nato solo molti
anni dopo.
Okinawa aveva naturalmente molti contatti con la terraferma, ed
è stato storicamente provato che esistevano dei collegamenti
tra le scuole di arti marziali cinesi e quelle giapponesi. Ancora
oggi da Okinawa alcuni maestri di karate si recano in Cina per
rintracciare gli insegnamenti dei loro predecessori. Non bisogna
tuttavia dare troppa importanza alle origini cinesi del karate,
in quanto nonostante le sue sicurissime origini cinesi è
un'arte tipicamente giapponese.
La nascita: Okinawa
Quando l'arcipelago delle isole Ryu Kyu era ancora un insieme
di regni indipendenti, il sovrano di Chuzan, Shoashi, riuscì
a sottomettere anche gli altri due regni di Nanzan e Okuzan. Per
evitare sommosse da parte dei sudditi, il re, nel 1492, proclamò
un editto in cui era fatto divieto a ogni cittadino di portare
armi. Questo editto venne rinnovato circa 200 anni dopo dagli
invasori giapponesi del clan Satsuma: addirittura a ogni villaggio
era permesso possedere un solo coltello legato con una catena
al centro della piazza. In questi periodi si svilupparono le prime
forme di combattimento in vari luoghi. Nella regione di Naha era
diffuso lo stile Shorei, mentre nella regione di Shuri era diffuso
lo stile Shorin. Si svilupparono altri sottostili, ma questi due
erano i più importanti. Lo stile Shorei si basa su posizioni
molto stabili con movimenti lenti ma possenti, mentre lo Shorin
si basa su tecniche veloci in rapida successione.
Lo sviluppo: il Giappone
La diffusione del karate in Giappone è dovuta solo alla
missione del Grande Maestro Funakoshi nel 1922. In seguito alla
dimostrazione di fronte al Principe Ereditario, venne richiesta
una ulteriore dimostrazione in Giappone, e il consiglio dei praticanti
scelse proprio Funakoshi, il più istruito del gruppo. E
cosi il karate andava lentamente diffondendosi in Giappone, soprattutto
in seno all'ambiente universitario, e anche grazie all'entusiasmo
dei vari Maestri giapponesi. Nel frattempo il karate stesso stava
cambiando: già per iniziativa di Funakoshi l'ideogramma
che significava "cinese" venne sostituito da un altro
ideogramma che significava "nudo,spoglio". Ed ecco che
torniamo al collegamento tra il significato di Karate(mano vuota)
e l'ideale di mente vuota della filosofia Zen. Lo studio per rinforzare
le parti del corpo, rendendole dure e quasi invulnerabili, era
l'allenamento fondamentale del karate, a cui si aggiungeva anche
lo studio di tecniche prefissate eseguite in serie, meglio note
come Kata.
Nel frattempo si cercava anche di poter inserire il karate nelle
competizioni sportive e finalmente, dopo una vita di sforzi,il
Sensei Funakoshi nel 1941 vide il karate riconosciuto tra le Arti
Marziali Giapponesi.
I vari stili di oggi
Oggi esistono centinaia di stili diversi del karate, ma, sempre
non volendo contestare la validità di questi stili rispettabilissimi,
quelli fondamentali sono lo Shotokan, il Wado Ryu, il Go Ju Ryu
e lo Shito Ryu.
Lo Shotokan, derivato dal filone Shorin, si basa su movimenti
rapidi e veloci, con posizioni piuttosto basse e molto stabili,
che predilige le azioni in linea retta.
Lo stile Wado Ryu risente dell'origine Shorin attraverso l'insegnamento
di Funakoshi al fondatore Sensei Hironori Otsuka, le sue posizioni
sono più alte e gli spostamenti agili e veloci si prestano
particolarmente al combattimento sportivo moderno. Inoltre questo
stile è stato integrato da alcune tecniche di proiezione,
prelevate dal Ju Jitsu. Credo che sia lo stile più adatto
per difendersi dalle persone moleste che si incontrano per strada
e soprattutto se si vuole entrare in qualche gruppo sportivo (altrimenti,
perchè io lo pratico?;-) ).
Il Go Ju Ryu è lo stile fra quelli classici che maggiormente
si differenzia sia per le posizioni, che risentono molto delle
origini cinesi, che per lo studio della respirazione.
Alcuni colpi hanno conservato la stessa tecnica usata nel Kung
Fu Shaolin, come ad esempio il pugno con una rotazione di soli
90 gradi.
Lo Shito Ryu, praticamente una specie di sintesi tra i filoni
Shorin e Shorei, una fusione tra lo Shotokan e il Go Ju Ryu.
E' forse un po meno conosciuto degli altri stili poichè
ha iniziato a diffondersi tardi.
E dopo questo, ci tengo a dare qualche consiglio a coloro che
hanno deciso di intraprendere la lunga e stupenda via del karate
e anche a coloro che hanno già iniziato ma sono più
dietro di me con l'apprendistato.
1) se scegliete di intraprendere la via delle arti marziali, qualunque
esse siano, non dovete mai diventare prepotenti e arroganti con
le altre persone: siete più forti di loro, è vero,
ma ciò non vi da il diritto di picchiarli quando volete.
Ricordate questo : " da un grande potere derivano grandi
responsabilità", ricordatevelo sempre nel vostro apprendimento.
2) siete liberi di scegliere qualsiasi arte marziale, ma tenete
sempre presente che la più blasonata di tutte è
il karate.
3) se vi capita di imbattervi in persone moleste, sopportatele
pazientemente, non agite, altrimenti dalla ragione passereste
al torto.
Difendetevi solo se sono gli altri che vi attaccano per primi:
un vero karateka ( praticante di karate) usa le sue facoltà
per saggezza e difesa, mai per attaccare.
4)la rabbia è un sentimento errato, ma se scaturisce da
cause giuste diventa un'arma micidiale.
5)Le arti marziali non dovranno nemmeno servirvi per fare colpo
sulle ragazze o sui ragazzi, ma se qualche prepotente minaccia
qualcuna o qualcuno, allora dovete intervenire e dargliele di
santa ragione.
6) Per gli studenti: fare esercizi di meditazione Zen affina la
vostra mente grazie al miglioramento dei riflessi, parlo per esperienza
personale.
Spero di non avervi annoiato carissimi lettori, e mi auguro di
di risentirvi al più presto, quando ( lo spero con tutto
il mio cuore) sarò diventato anche io un grande maestro
di karate.
By Stefano, 6° kyu
di karate stile wado ryu.