Il Giappone ama cucinare italiano
Postato il Sabato, 05 agosto @ 12:43:06 CEST di japanforever |
Il Giappone va pazzo per il made in Italy e, in particolare, della sua cucina, tanto da produrre un notevole numero di chef giapponesi specializzati in tal senso...
"Mi trovo in questo Paese solo da un mese - dice Elena Sgarbi, primo segretario dell'Ufficio Commerciale dell'Ambasciata Italiana a Tokyo- e sono rimasta subito colpita dall'amore sviscerato per l'Italia in tutte le sue forme che vanno dall'arte all'enogastronomia, appunto.A Tokyo ci sono eccezionali ristoranti italiani gestiti da chef giapponesi -continua - che magari sono stati in Italia, dove hanno avuto modo di apprenderne un'arte culinaria di alto livello.In tutto il territorio giapponese i ristoranti con cuochi esclusivamente italiani sono circa 1000-1500 e poi ci sono quelli che si richiamano in qualche modo all'Italia attraverso insegne in lingua o menù specifici, ma sono gestiti da giapponesi".
"Proprio in base alla dichiarazione di utilizzare ingredienti doc italiani è possibile per noi - dice Francesca Zadro, assistente dell'Ufficio Commerciale dell'ICE (Istituto Nazionale per il Commercio Estero) di Tokyo- inserire nella nostra guida annuale i ristoranti italiani in Giappone, che risultano più di 3000 ".
Ma forse, a volte, può capitare che venga rivolta poca attenzione alla qualità dei prodotti usati, o si faccia confusione nella creazione dei piatti tipici del Bel Paese. Così un cuoco originario di Novara ma residente in Giappone dal 1990, Marco Paolo Molinari, ha pensato bene di fondare un'associazione di gastronomia italiana chiamandola "Bishu Bishoku Bunka no Kai" (Gruppo Culturale Enogastronomico Italiano in Giappone) , di cui è presidente, per fugare ogni tipo di dubbio in proposito.
"Parecchi cuochi giapponesi fanno cucina mista qui in Giappone – spiega Molinari - e noi chef italiani abbiamo così deciso di riunirci in un'associazione senza scopo di lucro per inculcare la nostra cultura attraverso una serie di conferenze, seminari, corsi".
Si tratta di un'associazione quasi di stampo goliardico "perché abbiamo tutti delle ditte e nel tempo libero ci dedichiamo a questa sorta di volontariato enogastronomico", composto da 12 persone che non sono solamente cuochi, ma anche sommelier, pasticceri, panettieri, insomma tutte le categorie del settore.
Questa organizzazione, creata da Molinari da una costola dell'Associazione Cuochi Giapponesi , ha già nel novero iniziative pensate per la promozione della cultura italiana in tutte le sue sfaccettature come, ad esempio, la rassegna "Primavera Italiana" (prevista per marzo-giugno 2007), sostenuta e organizzata dall'Ambasciata Italiana a Tokyo in collaborazione con l'ICE, la Federazione Italiana Cuochi e l'ENIT (Ente Nazionale Italiano del Turismo).
" Un'iniziativa pensata per diffondere la conoscenza della vera cultura italiana -spiega Elena Sgarbi -, soprattutto nel settore gastronomico, attraverso l'organizzazione di cicli di conferenze sull'arte culinaria e la presentazione di menù a base di prodotti italiani DOC e DOP".
"La cultura enogastronomia italiana è un dato di fatto già da trent'anni qui in Giappone – afferma Fausto Maria Rucci, vicepresidente dell'Associazione "Bishu Bishoku Bunka no Kai"- e man mano si sta allargando sempre più proprio grazie ad eventi di promozione come questa "Primavera Italiana", o, se andiamo indietro nel tempo, alla precedente edizione dell'anno Italia-Giappone (quella del 2000/2001). Diciamo che il boom vero e proprio – prosegue Rucci - si è verificato da una decina d'anni a questa parte. Tanta visibilità, se consideriamo anche quella procurata dai Mondiali di calcio di quest'anno, alla lunga paga e produce dei piacevoli fenomeni. Come quello di certi ristoranti francesi qui in Giappone convertitisi al diktat della cucina italiana".
newsitaliapress.it
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