CONTESTO
STORICO:
IL
PERIODO SENGOKU
Il
periodo Sengoku corrisponde, per il Giappone, al nostro tardo
medioevo, e va dal 1460 al 1600. In
giapponese, Sengoku significa "L'era del paese in guerra",
infatti, in quei 140 anni le più potenti famiglie giapponesi si
diedero battaglia per la conquista dello shogunato, cioè del diritto
di trasmettersi ereditariamente il titolo di Shogun (capo militare
e politico del paese).
Questo
turbolento periodo vide rivalutato l'uso della cavalleria come
supporto ai fanti e proprio durante il periodo Sengoku si ebbero
i primi contatti con i commercianti portoghesi e olandesi: gli
"insidiosi diavoli stranieri", come venivano definiti
gli europei dai locali, introdussero la polvere da sparo e i primi
rudimentali pezzi d'artiglieria nella guerra orientale, la quale
era però ancora basata sullo scontro all'arma bianca. Questo importante
capitolo della storia nipponica ebbe fine quando il clan Tokugawa
sconfisse definitivamente il clan Takeda, il quale peraltro
aveva mantenuto lo shogunato fino ad allora, mettendo definitivamente
fine all'era del paese in guerra.
LA
GUERRA:
MECCANICA
DELLE BATTAGLIE
In
quell'epoca la guerra era un fatto comune, e la notizia di scontri
sanguinosi non scaturiva scalpore, quindi l'arte militare poté
raggiungere vette elevate, che in Europa si raggiunsero ben dopo
la fine del periodo medioevale.
Il tipico esercito dell'epoca era formato da alcune unità di fanteria
leggera (arcieri), supportate da cavalleria pesante, arcieri a
cavallo o dalla cosiddetta cavalleria yari (lancieri
a cavallo); erano poi presenti truppe appiedato da sfondamento
(armate delle enormi spade a due mani no-dachi), a volte
erano presenti tra i ranghi dell'esercito dei fanatici monaci
guerrieri, famosi per la loro furia inarrestabile e per la loro
tendenza a morire fino all'ultimo uomo, piuttosto che ritirarsi.
Ciò
che sorprende maggiormente è la tendenza dei giapponesi di non
implementare nel proprio modo di combattere le nuove armi da fuoco
portate dagli europei, infatti, le attività militari erano qui
legate a ferree e antiche tradizioni, le quali erano difficili
da abbandonare a favore di più moderni stili di combattimento.
In uno schieramento tipo, nelle retrovie trovano posto gli arcieri,
accompagnati da alcune unità di fanti (spesso armati alla leggera)
adibite a loro protezione, in quanto gli arcieri non sono in grado
di difendersi nel corpo a corpo; il fronte è invece formato da
una più linee di fanti armati di yari (lance) con il compito
di spezzare l'impeto dei cavalieri, i quali, durante gli attacchi,
si spostano verso le ali per cedere il passo ai fanti da sfondamento.
I lati dell'esercito sono protetti dalla cavalleria pesante, mentre
la cavalleria dotata di armi da tiro, più veloce e flessibile,
attende nelle retrovie, in attesa del momento propizio per avanzare
e tempestare il nemico di dardi.
By
Funes Takeda